Formula 1 Pirelli Gran Premio della Toscana Ferrari 1000: Piastri è campione della FIA F3 dopo le vi


Un weekend incredibile per il circus della F1, che ha visto il debutto della prima nuova pista del calendario, ovvero il Mugello. Un pista che non ha perdonato in F1, e che ha decretato il Oscar Piastri in F3 campione del mondo, a Schumacher la leadership in F2 e l'allungo di Hamilton F1.

Ma andiamo con ordine:

FIA F3 CHAMPIONSHIP GALLERY

Ad imporsi al termine di una lotta durissima con Jake Hughes è stato un Frederik Vesti che in questo finale di stagione è tornato ai livelli visti nella scorsa stagione della Formula Regional confermando tutto il potenziale espresso lo scorso anno.

Vesti è stato autore di una gara condotta con grande intelligenza nonostante una partenza non proprio perfetta che l’ha visto retrocedere dalla seconda alla terza posizione alle spalle proprio di Hughes.

L’inglese del team HWA Racelab ha dato filo da torcere a Lirim Zendeli nella prima metà di gara. I due si sono scambiati ripetutamente la prima posizione alla staccata della San Donato regalando al pubblico presente a casa ed in pista uno spettacolo grandioso.

Il duello tra il portacolori del team Trident e quello del team HWA ha però consentito a Vesti di restare in scia per poi piazzare l’attacco ai danni di Zendeli al giro 14 approfittando dell’improvviso crollo di performance del pilota tedesco.

Da quel momento si è aperta una nuova gara che ha visto il danese della Prema recuperare velocemente terreno nei confronti di Hughes per poi passarlo con facilità al quindicesimo giro.

I due si sono scambiati le posizioni ripetutamente, ma ad avere la meglio è stato Vesti bravissimo nello sfruttare il DRS all’ultimo giro per poi chiedere il massimo alla sua vettura e transitare sotto la bandiera a scacchi con appena 3 decimi di vantaggio su Hughes.

L’ultimo giro di Gara 1 si è rivelato decisivo anche per determinare il terzo gradino del podio. Ad imporsi è stato un Theo Pourchaire glaciale nell’approfittare della crisi di Zendeli per superarlo senza pietà alla San Donato e conquistare un terzo posto che gli consente di sperare ancora nella conquista del titolo.

Anche la quinta posizione è stata decisa all’ultimo giro di Gara 1 ed in questo caso il sorpasso effettuato da Fittipaldi ai danni di Sargeant potrebbe rivelarsi decisivo in ottica campionato.

L’americano della Prema, infatti, è stato autore di una gara altalenante. Nella prima frazione si è trovato in lotta con Pourchaire ma quando ha accusato un enorme sottosterzo (con tanto di escursioni in ghiaia ndr.) Sargeant ha dovuto alzare bandiera bianca per poi vedersi scavalcato all’ultimo giro proprio da Fittipaldi e chiudere così in sesta posizione.

Intensa anche la lotta a tre per la settima piazza che ha visto Alexander Smolyar imporsi su un Beckmann in grande difficoltà e sul compagno di team Fernandez.

La top ten si è completata con Liam Lawson autore di una buona rimonta, mentre alle spalle del pilota del vivaio Red Bull ha chiuso Oscar Piastri.

L’australiano della Prema è stato protagonista di una gara corsa con il coltello tra i denti e non si è mai tirato indietro quando si è trattato di rischiare per superare i rivali di fronte a lui.

Il comportamento del pilota della ART Grand Prix è stato oggettivamente scriteriato. Lo spagnolo, infatti, dopo essere andato sull’erba è tornato in pista come se alle sue spalle non ci fosse nessuno andando ad impattare contro la Prema dell’americano.

Sargeant è rimasto sorpreso dalla manovra e non è riuscito ad evitare, a sua volta, il contatto con la Trident di Lirim Zendeli.

Il crash ha costretto i piloti dei due team italiani ad alzare subito bandiera bianca ed il campionato ha perso subito un candidato al titolo messo fuori gioco senza colpa.

La safety car è così stata chiamata per entrare in pista e consentire ai commissari di rimuovere le due monoposto incidentate per poi tornare ai box alla fine del terzo giro e consentire ai piloti di tornare a duellare.

Lawson, scattato dalla pole, è stato perfetto alla ripartenza ed ha subito preso un buon margine sui rivali, mentre più indietro si è assistito al duello a distanza tra Pourchaire e Piastri.

Il francese della ART Grand Prix è stato aggressivo al restart salendo subito in sesta posizione per poi spingere costantemente sino ad avere la meglio su Fernandez al sedicesimo giro e portarsi così in terza piazza.

Una volta raggiunto il terzo posto, Pourchaire non è più riuscito a progredire e non è stato in grado di ridurre il distacco da Beckmann.

Il rookie francese si è dovuto così arrendere alla matematica e non è riuscito a beffare Piastri nell’ultima gara della stagione.

L’australiano della Prema è partito col freno a mano tirato ed ha dato l’impressione di non avere il ritmo per risalire dall’undicesima posizione di partenza, ma in realtà Piastri ha gestito la gara con grande intelligenza evitando di prendere rischi inutili e controllando a distanza l’unico rivale superstite in classifica.

Nel finale di gara Piastri ha iniziato a spingere sino a beffare al fotofinish Ferandez e tagliare il traguardo in una settima posizione che gli ha garantito la matematica certezza del titolo.

Per l’australiano si tratta del secondo titolo consecutivo dopo quello conquistato lo scorso anno in Formula Renault al termine di una stagione anche in quel caso molto tirata nella quale ha avuto la meglio su Victor Martins soltanto nell’ultimo appuntamento di Yas Marina.

La lotta a distanza tra Pourchaire e Piastri ha così fatto passare in secondo piano il monologo di Lawson, autore di una prestazione maiuscola al Mugello che l’ha visto tagliare il traguardo con quasi 8 secondi di vantaggio su Beckmann, mentre Fittipaldi ha completato in crescendo la sua stagione centrando il quarto posto finale.

Verschoor e Hughes sono riusciti a progredire nei giri conclusivi sino a chiudere in quinta e sesta piazza davanti al neo campione Piastri, mentre Frederik Vesti, dopo il successo di ieri, ha chiuso in nona posizione precedendo uno Smolyar in grande crisi di gomme da metà gara in poi.

La stagione 2020 della Formula 3 va così in archivio con Piastri campione con 164 punti davanti a Pourchaire a quota 161 e Sargeant a 160, mentre tra i team è grande Italia con il team Prema già campione con 470,5 punti davanti alla Trident con 261,5.

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E’ stata una Feature Race folle quella del Mugello, caratterizzata da due ingressi nel finale della safety car che hanno trasformato la prima corsa del weekend in una gara sprint da 3 giri e consentito a Nikita Mazepin di beffare tutti per conquistare un successo decisamente inatteso alla vigilia.

Le sorti della Feature Race si sono decise al ventitreesimo giro quando la direzione gara ha decretato la Virutal Safety Car per consentire ai commissari di rimuovere la monoposto di Alesi rimasta ferma in ghiaia a causa di problemi al propulsore.

Nonostante il francese avesse posteggiato la vettura nella corretta via di fuga i commissari non sono riusciti a far passare la monoposto nello spazio dedicato e si è così reso necessario l’intervento del carro attrezzi per rimuovere l’auto del team HWA Racelab.

Questo ha comportato l’ingresso in pista della safety car che ha così ricompattato il gruppo e giocato a sfavore di un Lundgaard splendido protagonista sino a quel momento.

Alla ripartenza, avvenuta al giro 27, si è verificato un incredibile contatto a tre tra innescato da Aitken subito dopo la San Donato nel quale sono stati coinvolti sia Zhou che Mick Schumacher

La monoposto del tedesco è uscita miracolosamente illesa dal decollo sulla posteriore destra del cinese, mentre il pilota del team Campos e quello della UNI-Virtuosi sono stati costretti al ritiro.

Anche in questo caso la safety car è stata chiamata nuovamente in pista per poi tornare ai box a tre giri dal termine ed alla ripartenza il comportamento di Lundgaard è stato incomprensibile.

Il pilota della ART Grand Prix, infatti, non ha accelerato alla Bucine preferendo dare gas sul rettilineo portandosi così dietro di sé sia Luca Ghiotto che Nikita Mazepin che l’hanno superato immediatamente alla staccata della San Donato.

Mazepin, grazie alla sosta effettuata prima della VSC, ha sfruttato al meglio le Pirelli rosse potendo chidere il massimo alle proprie coperture per avere la meglio su Luca Ghiotto e conquistare la vittoria, mentre il pilota veneto, autore del pit al decimo passaggio, ha faticato più del previsto nel resistere ad un Deletraz scatenato alle sue spalle con gomme rosse fresche.

Luca ha fatto valere tutta la sua esperienza chiudendo ogni varco ed ha così regalato alla Hitech GP la prima doppietta stagionale nell’anno di esordio nella categoria.

Tra i protagonisti degli ultimi giri finali si devono segnalare anche Felipe Drugovich e Mick Schumacher.

Il brasiliano della MP Motorsport ha effettuato, così come Deletraz, una seconda sosta in regime di safety car ed ha sfruttato al meglio le Pirelli soft per salire come una furia sino alla quarta piazza, mentre Mick Schumacher, nonostante una prima parte di gara sottotono, è riuscito a conquistare un quinto posto che vale oro.

Il tedesco, infatti, non solo è stato baciato dalla fortuna nel contatto con Zhou uscendo senza danni, ma ha anche beneficiato della sosta imprevista di Ilott in occasione della seconda safety car per riuscire a portarsi provvisoriamente in cima alla classifica piloti.

La chiamata ai box dell’inglese è sembrata controversa, ma è probabile che nel caos della prima ripartenza Callum sia stato colpito da un rivale danneggiando l’ala anteriore e vanificando così un piazzamento che sembrava ampiamente alla sua portata.

Tra i protagonisti sfortunati del weekend non si può poi non citare Robert Shwartzman. Il russo, infatti, è stato costretto al ritiro al sedicesimo passaggio a causa di problemi al cambio e lo zero in classifica rischia di pesare tantissimo quando alla fine della stagione mancano soltanto 5 gare.

Alle spalle di Schumacher ha chiuso un Christian Lundgaard decisamente deluso. Il danese ha gettato al vento ogni possibilità di vittoria con quella scellerata ripartenza e stasera dovrà riflettere seriamente su una leggerezza grave per un pilota del suo calibro.

Nel finale Lundgaard è stato anche insidiato da un Vips apparso sempre più a suo agio con la monoposto del team DAMS. L’estone, grazie al settimo posto odierno, domani avrà la possibilità di poter scattare dalla prima fila accanto al poleman Markelov grazie all’inversione della griglia.

F1 Gallery

Hamilton, autore della pole, si era lasciato sorprendere allo spegnimento dei semafori da Valtteri Bottas, ma il vantaggio del finlandese è durato poco perché alla successiva ripartenza buona (dopo una sequenza di crash) non ha esitato a sorprendere il compagno di squadra all'esterno della San Donato per poi tenerlo sempre alla debita distanza, per non avere sorprese.

Lewis suggella la sesta affermazione stagionale e continua la sua fuga verso il settimo titolo iridato portando il suo vantaggio su Bottas a 55 punti, mentre Max Verstappen colleziona il secondo ritiro di fila e Lance Stroll si schianta con la sua Racing Point fra le due Arrabbiate a una velocità di 282 km/h pare a causa di una foratura che ha determinato la seconda bandiera Rossa. Il canadese non ha riportato alcun danno, ma il crash è stato importante.

La Mercedes porta a casa un'altra doppietta nella gara che celebra i 1000 GP della Ferrari: la squadra di Brackley soffre con Bottas un po' di problemi alle gomme, mentre a Hamilton tutto fila sempre liscio. A Valtteri non resta nemmeno la soddisfazione del giro più veloce che l'onnivoro Hamilton ha ottenuto al giro 58 in 1'19"883, ottenuto nell'ultimo frame di gara (il terzo) con le gomme Soft.

La Red Bull conquista il terzo posto con Alexander Albon al suo primo podio che ridà morale all'anglo thailandese che è stato messo un po' sulla graticola da Helmut Marko. Con il ritiro di Max Verstappen la squadra di Milton Keynes avrà scoperto che può fare affidamento anche sul secondo pilota se gli vengono date le occasioni per mettersi in mostra. Albon ha fatto un bel sorpasso all'esterno della San Donato a Ricciardo, meritando finalmente quel piazzamento che più di una volta gli è stato negato sul più bello.

Ha sfiorato il terzo gradino del podio Daniel Ricciardo con la Renault: avrebbe costretto il suo team principal, Cyril Abiteboul, a farsi un tatuaggio, ma l'attesa non sarà lunga. Daniel riporta il marchio transalpino nelle posizione di vertice, rilanciando le ambizioni della squadra di Enstone che alla fine dell'anno si trasformerà in Alpine.

Quinta piazza per Sergio Perez con la Racing Point meno evoluta: il messicano chiude una settimana impegnativa nella quale è stato scaricato da Lawrence Stroll per fare posto a Sebastian Vettel. Sergio si è comportato da professionista regalando punti importanti al team di Silverstone.

Consistente Lando Norris sesto con la McLaren: l'inglese aveva sbattuto nelle prove del venerdì e poi si è tenuto lontano dai guai consapevole che la pista toscana avrebbe fatto molte... vittime. Lando ha evitato di finire nelle ripetute carambole e raccolto punti utili.

Positivo anche il settimo posto di Daniil Kvyat con l'AlphaTauri che si è classificato davanti alla Ferrari di Charles Leclerc. Il monegasco ha dovuto vedere infliggere 5 secondi di penalità a Kimi Raikkonen per stare davanti all'Alfa Romeo (il finlandese è entrato in pit lane troppo tardi). La Rossa ha deluso, mentre Leclerc ha illuso a inizio GP portando la SF1000 fino al terzo posto dopo una partenza fantastica. Ma i tifosi del Cavallino sapevano che non dovevano illudersi e hanno dovuto vivere lo stillicidio di una serie di sorpassi che il monegasco ha dovuto subire senzo opporre alcuna resistenza. Andare avanti così è impossibile...

Sebastian Vettel torna alla zona punti con un decimo posto che segna il valore della macchina: anche il Mugello, pista più favorevole alla Rossa, dopo una gara pazza piena di ritiri testimonia la pochezza della Ferrari amaranto. Urgono rinforzi...

Ha sfiorato i punti George Russell con la Williams: se li sarebbe meritati, ma il team resta ancora ancorato a zero...

Al primo via parte male Max Verstappen che viene inghiottito nel gruppo per un problema alla power unit Honda che aveva patito un surriscaldamento nella fase di pre-griglia. All'uscita della San Donato Pierre Gasly rimane chiuso a sandwich fra Kimi Raikkonen sulla sinistra e Romain Grosjean sulla destra.

Quando la morsa si chiude alla Luca, l'AlphaTauri urta l'anteriore dell'Alfa che finisce contro l'incolpevole Verstappen che viene spinto verso la via di fuga, mentre è colpito anche dalla AT01 del francese priva di controllo. Le due monoposto finiscono nella sabbia ed è il mesto ritiro.Max si sarebbe fermato comunque con il motore in stallo che non funzionava a dovere, ripetendo i guai che lo avevano bloccato a Monza. Secondo stopo consecutivo per l'olandese...

Poco più avanti Lance Stroll ha toccato la McLaren di Carlos Sainz che si è intraversato all'ingresso della Luco: Vettel che seguiva non è riuscito a evitare la MCL35 e così il tedesco ha rovinato il muso della sua Ferrari: Sebastian è tornato ai box per cambiare il muso in una sosta di 12"8, seguito da Raikkonen, mentre Sainz è riuscito a proseguire senza danni.

Ci sono voluti sette giri di safety car per ripulire la pista dai molti detriti di carbonio quando è stata data la ripartenza: Valtteri Bottas ha mantenuto una bassa velocità sul rettilineo, zigzagando per scaldare le gomme e poi è scattato sulla linea del traguardo, ma nel gruppo che si è compattato dietro la Mercedes, c'è stato il caos.

Nicolas Latifi era in piena accelerazione quando è scartato sulla sinistra per evitare la Haas di Kevin Magnussen che non era ancora ripartito. Il canadese ha iniziato ad accelerare ben prima di quando è scattato il poleman, Valtteri Bottas: Nicolas era già arrivato a 261 km/h! Dietro alla Williams c'era Antonio Giovinazzi che con l'Alfa Romeo non è riuscito a evitare un brutto impatto contro la Haas del danese coinvolgedo anche la Williams. Nel frattempo stava sopraggiungendo la McLaren di Carlos Sainz che è finito nel mucchio perché non c'era spazio dove passare e ha fatto decollare pericolosamente l'Alfa Romeo dell'italiano.

La direzione gara ha subito dato la bandiera rossa per neutralizzare la gara: Nicolas Latifi, Kevin Magnussen, Antonio Giovinazzi e Carlos Sainz sono stati costretti al ritiro, ma sono usciti dalle loro monoposto incolumi. E' andata bene, ma a qualcuno è venuta in mente la tragedia di Riccardo Paletti nel GP del Canada 1982.

Alla seconda ripartenza, questa volta da fermo sulla griglia, manca la Renault di Esteban Ocon che aveva accusato dei problemi di surriscaldamento dei freni, per cui è stato il ritiro anche per il francese.

Alberto Marinelli

Sono nato a Modena, città di Motori e di Pallavolo, il 24 Gennaio del 1994. Fin da piccolo, in famiglia, abbiamo avuto la passione per queste due cose, coltivandole attraverso gli eventi in televisione e dal vivo, tra il palazzetto e l'aria aperta degli autodromi.

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Vedere i più importanti eventi sportivi, attraverso la mia lente, il mio occhio e la mia mente sempre dando il meglio di me nelle mie capacità.

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