Vinales fa suo Misano 2, Bastianini, Fenati e Ferrari vincono Moto2, Moto3 e MotoE


Un weekend quello di Misano 2 che visto trionfare tre italiani in quattro categorie motociclistiche, la vittoria della Yamaha factory con Vinales, e la testa della classifica da parte di Dovizioso. Ovviamente tutto il racconto della giornata di Domenica qui

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Per Matteo Ferrari è passata subito la delusione per la vittoria sfumata di ieri. Il successo svanito all’ultimo giro, quando è stato beffato da Dominique Aegerter, e la penalità rimediata per essere passato sul verde, venendo così retrocesso in terza piazza, sono stati riscattati con la prestazione maiuscola di oggi.

C’è da dire che nella Gara 2 condotta in solitaria una buona parte del merito sia da attribuire a Tommaso Marcon.

Il pilota italiano, infatti, all’inizio del secondo giro ha commesso un grave errore di valutazione nel tentativo di difendersi da Casadei ed ha completamente sbagliato il punto di staccata finendo con il colpire l’incolpevole Aegerter.

L’episodio ha messo fuori dai giochi quello che sino a ieri era il leader del campionato ad aperto le strade del successo a Ferrari, autore di una prestazione maiuscola ed in solitaria che gli ha consentito di tagliare il traguardo con poco meno di 1 secondo di vantaggio su un grande Casadei.

Quarto, in solitaria, è giunto Nicolò Canepa, mentre decisamente più accesa è stata la lotta per i restanti posti della classifica ch

e ha visto Zaccone chiudere in quinta posizione davanti a Mike Di Meglio.

Il francese ha dovuto chiedere il massimo alla sua moto per riuscire a precedere, per soli 51 millesimi, Eric Granado, mentre nel finale il crollo di Medina ha consentito ad Alex de Angelis di salire in ottava piazza.


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Il purgatorio è finalmente finito per Romano Fenati. Nel fine settimana del Gran Premio d'Emilia Romagna e della Riviera di Rimini di Moto3 lo avevamo finalmente rivisto in palla e oggi a Misano è tornato a cogliere una vittoria che gli mancava dall'Austria dello scorso anno, che vale anche il primo successo stagionale per il Max Racing Team di Max Biaggi, ma soprattutto per l'Husqvarna.

Il pilota di Ascoli ha mostrato delle vere e proprie magie nel corso della gara, come un doppio sorpasso all'esterno del Curvone e della prima del Carro. All'ultimo giro poi è stato il più bravo a capitalizzare la battaglia tra Jaume Masia e Celestino Vietti.

Il portacolori dello Sky Racing Team VR46 è stato davanti per quasi tutta la gara, ma all'ultimo giro si è trovato dietro al rivale del Leopard Racing e ci ha provato alla curva 14, portando larghi entrambi. Fenati era lì, nella loro scia, e a quel punto non si è lasciato sfuggire l'occasione, cogliendo la 12esima affermazione della sua avventura in Moto3. Un po' una chiusura del cerchio per lui, proprio sulla pista dove due anni era iniziato un vero inferno dopo il brutto gesto nei confronti di Manzi.

Vietti ha provato a reagire, tirandogli la volata, ma alla fine si è dovuto accontentare della piazza d'onore per 36 millesimi. E' andata peggio invece Masia, che è arretrato addirittura al quinto posto finale, alle spalle anche di Ai Ogura e del leader iridato Albert Arenas. 

Per il giapponese della Honda Team Asia si tratta del sesto podio stagionale e del terzo consecutivo, ma soprattutto questo piazzamento gli ha permesso di mangiare ancora qualche punticino nei confronti dello spagnolo del Team Aspar, che ora lo precede di sole due lunghezze. Anche Celestino comunque si avvicina, perché ora è quarto a -33.

Questa volta è riuscito a rimanere con il gruppetto di testa fino alla fine anche Raul Fernandez, sesto alla bandiera a scacchi davanti a Deniz Oncu ed Andrea Migno, che invece non è riuscito a sfruttare come avrebbe sperato la partenza dalla prima fila. Solo decimo anche John McPhee, ieri eliminato in Q1 e oggi mai accreditato del passo dei migliori. Lo scozzese del Petronas Sprinta Racing precipita quindi a -21 nel Mondiale.

Male anche Tony Arbolino, rimasto nel gruppo dei migliori solamente per pochi giri, prima di precipitare fino all'11esimo posto, giusto davanti ad un Gabriel Rodrigo che era stato autore di una grande rimonta dalle retrovie, vanificata però da un lungo alla curva 6 che ha provocato anche un leggero contatto con Vietti, che gli è costato tanti secondi preziosi.

Brutta invece la caduta di Darryn Binder, che come Rodrigo aveva rimontato da dietro: il sudafricano si è trovato Arenas sulla sua linea alla curva 1 e è incappato in un violento highside, rimediando anche una brutta botta all'anca oltre al secondo zero in classifica su due gare a Misano.

15esimo poi c'è Stefano Nepa, che quindi si porta a casa un punticino, mentre gli altri ragazzi di casa nostra purtroppo sono rimasti tutti fuori dalla zona punti. Peccato per Dennis Foggia, scivolato alla curva 5 dopo un contatto con, ritenuto un banale incidente di gara dalla Race Direction, ma che purtroppo vale uno zero in classifica per il portacolori del Leopard Racing.

Clamoroso il ritiro di Alonso Lopez, perché lo spagnolo del Max Racing Team è caduto mentre con la sua Husqvarna stava scontando la Long Lap Penalty rimediata per un incidente di cui si era reso colpevole la scorsa settimana sempre a Misano.

Assente in pista Tatsuki Suzuki: il "giapporiccionese" ha rimediato la frattura del polso sinistro nella caduta alla curva 5 avvenuta durante la Q2 di ieri. Già certa la sua assenza anche per la gara della settimana prossima a Barcellona, ma la speranza della SIC58 Squadra Corse è quella di riaverlo in pista a Le Mans.


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Dopo il terzo posto conquistato 7 giorni fa Enea Bastianini si è preso la rivincita a Misano in una corsa pazza condizionata da due lunghe interruzioni a causa dei capricci del meteo.

Al settimo passaggio, infatti, qualche goccia di pioggia ha iniziato a bagnare leggermente alcuni punti del tracciato e Bastianini, in quel momento leader della gara, ha alzato la mano per chiedere l’interruzione.

I piloti sono tornati ai box tra lo sconcerto generale visto la pioggia non era di intensità tale da richiedere lo stop, ma la beffa è avvenuta poco dopo quando tutti i protagonisti della Moto2 sono tornati a schierarsi in griglia.

In occasione del warm up lap, infatti, la pioggia ha aumentato la propria intensità e le operazioni sono state nuovamente interrotte con bandiera rossa.

Dopo una lunga pausa, durante la quale molti piloti hanno montato la gomma soft, il meteo si è stabilizzato e si è finalmente riusciti a tornare a girare su un tracciato asciutto per una gara sprint di soli 10 giri.

Bastianini, con soft, ha sfruttato al meglio tutte queste circostanze riuscendo ad avere subito la meglio su Vierge per poi dare gas e scappare così da creare un margine di circa un secondo sugli inseguitori.

Il pilota del team Italtrans, però, non ha avuto vita facile perché negli ultimi giri di gara ha iniziato ad accusare un calo di prestazioni delle gomme che hanno consentito a Marco Bezzecchi e Sam Lowes di metterlo nel mirino.

Enea, però, non ha commesso alcuna sbavatura ed ha chiesto il massimo alla propria Kalex per poi riuscire a transitare sotto il traguardo con un margine di appena 7 centesimi su Bezzecchi e conquistare così il terzo successo stagionale con il quale si rilancia decisamente in campionato.

Il pilota dello Sky Racing Team VR46 ha sfruttato al massimo la scelta di adottare la gomma soft in occasione del secondo stop e nella gara sprint è stato subito aggressivo riuscendo a tenere a bada un Sam Lowes indiziato numero 1 per la vittoria dopo il gran passo visto nelle libere.

Ci fosse stato qualche giro in più probabilmente Bezzecchi avrebbe avuto la possibilità di mettersi in scia a Bastianini, ma il risultato odierno, che ricalca quello della scorsa settimana, non ha tolto il sorriso dalla faccia di Marco.

Lowes, dopo una rimonta furiosa nei giri iniziali, si è dovuto arrendere allo strapotere dei due italiani per conquistare il terzo posto, mentre ai piedi del podio ha chiuso un Luca Marini beffato dall’interruzione.

Il leader del campionato, infatti, non ha montato la gomma soft alla ripartenza e nei primi giri della gara sprint ha faticato a mandare in temperatura gli pneumatici per poi riuscire a trovare il giusto feeling con la sua Kalex nella seconda metà della corsa ed agguantare un quarto posto che gli consente di mantenere ancora il comando della classifica.

Alle spalle del pilota dello Sky Racing Team VR46 troviamo un Marcel Schrotter autore di uno scontro nel finale con Vierge nel quale ad avere la peggio è stato il pilota spagnolo finito in terra ed imbufalito con il tedesco.

Decisamente intensa la lotta per le posizioni dalla sesta alla nona. Ad imporsi è stato Jake Dixon, protagonista di un bel duello con Lowes nei giri iniziali alla ripartenza, e bravo a precedere Jorge Navarro per soli 3 decimi, mentre Fabio Di Giannantonio è stato autore di una gara solida e convincente chiusa al fotofinish in ottava piazza davanti a Thomas Luthi.

Il tracciato di Misano ha visto anche gli altri piloti della pattuglia italiana in grande spolvero. Bulega ha sfiorato la top 10 chiudendo in undicesima posizione davanti a Simone Corsi, mentre Dalla Porta, Manzi e Pasini (quest’ultimo al ritorno in gara in Moto2 ndr.) hanno completato in quattordicesima, quindicesima e sedicesima piazza.

Al termine del secondo appuntamento di Misano la classifica del mondiale parla italiano. Luca Marini è ancora leader con 125 punti, ma grazie al successo odierno Bastianini è secondo a soli 5 lunghezze di ritardo davanti a Bezzecchi a quota 105.


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Il tracciato di Misano rimarrà per lungo impresso nella memoria di Pecco Bagnaia. Solo 7 giorni fa il pilota del team Pramac era stato protagonista di una gara superba conclusa con il primo podio in carriera al ritorno dopo l’intervento.

Oggi, dopo una gara condotta magistralmente in testa dal sesto giro, sembrava che Bagnaia potesse coronare il sogno di conquistare la prima vittoria in MotoGP ma i sogni di gloria sono svaniti bruscamente al ventunesimo giro quando l’anteriore della Ducati si è chiuso improvvisamente nell’affrontare curva 6 scaraventando nella ghiaia Francesco.

Una delusione enorme che non cancella quanto di buono fatto oggi da Bagnaia. Pecco, infatti, è stato un vero e proprio martello riuscendo a girare con una costanza incredibile sul 32 e mezzo e gestendo con la maturità propria di un veterano la pressione di Vinales mai domo.

Maverick ha raccolto il regalo di Bagnaia per conquistare la vittoria numero 8 in carriera al termine di una gara che ha cancellato la delusione della scorsa settimana.

Vinales, dopo le critiche lanciate ieri, è stato l’unico tra i piloti di testa a scegliere la media sia all’anteriore che al posteriore, ma sin dai primi giri ha subito fatto capire di non poter tenere il ritmo di Pecco.

Lo spagnolo, partito dalla pole, sembrava ormai rassegnato al secondo gradino del podio, ma l’errore di Bagnaia gli ha spalancato le porte del successo e lo ha rilanciato in maniera inattesa nella lotta per il titolo.

Le battute finali hanno visto Espargaro, Mir e Quartararo protagonisti di una lotta serrata per il secondo gradino del podio.

Ad avere la meglio è stato il pilota della Suzuki bravissimo nel recuperare terreno quando Fabio non è riuscito a trovare il varco necessario per superare la KTM. Mir, una volta sbarazzatosi del francese con un sorpasso clamoroso, ha subito messo nel mirino Espargaro per poi sopravanzarlo senza esitazioni alla prima staccata in occasione del penultimo giro.

Quartararo avrebbe potuto concludere la gara sul terzo gradino del podio, ma al penultimo passaggio ha ricevuto l’avviso di long lap penalty da parte della direzione gara per aver oltrepassato ripetutamente i limiti del tracciato.

Fabio, però, non ha scontato la penalità in pista ed è così stato punito con 3 secondi di tempo aggiuntivi che l’hanno fatto retrocedere al quarto posto.

Meno intensa è stata la gara vissuta da Miguel Oliveira. Il portoghese della KTM è giunto in quinta piazza ed è stato agevolato in questo risultato dalla scivolata nelle battute finali del suo compagno di team Lecuona, mentre alle sue spalle ha compiuto una bella progressione Takaaki Nakagami.

Anche in questa occasione il pilota giapponese è stato il miglior portacolori della Honda al traguardo e, dopo aver avuto la meglio al giro 17 di uno spento Dovizioso, è riuscito anche a precedere un Alex Marquez apparso rinato dopo una prima parte di stagione decisamente in ombra.

Per Dovizioso l’unica soddisfazione odierna è quella di andare via da Misano ancora in vetta al campionato.

L’Unemployed, così come recita la scritta sulla sua tuta, anche in gara ha confermato tutte le difficoltà di adattamento allo stile di guida richiesto dalle Michelin ed oggi, grazie alla caduta di Bagnaia ed ai problemi di motore accusati da Miller, è stato il miglior pilota Ducati al traguardo.

E’ stata una seconda gara di Misano amara anche per Franco Morbidelli. Il pilota del team Petronas, splendido protagonista 7 giorni fa con la prima vittoria in carriera, ha visto le sue possibilità subito castrate a causa di un lungo provocato da una caduta di Aleix Espargaro.

Franco è retrocesso in fondo al gruppo ma non ha mai mollato per poi riuscire ad effettuare una rimonta di carattere che l’ha visto chiudere in nona posizione davanti a Danilo Petrucci.

Domenica da dimenticare, infine, per Valentino Rossi. Il “Dottore”, infatti, è scivolato al secondo giro in curva 4 quando gli si è improvvisamente chiuso l’anteriore e pochi giri dopo ha deciso di riportare la propria Yamaha ai box mettendo fine in anticipo alla sua gara.

Al termine del secondo appuntamento di Misano la lotta per il titolo si fa ancora più serrata. Dovizioso grazie all’ottavo posto è ancora in testa con 84 punti, mentre Quartararo e Vinales seguono appaiati in seconda posizione a quota 83 davanti a Mir salito in quarta piazza con 80 punti.

Alberto Marinelli

Sono nato a Modena, città di Motori e di Pallavolo, il 24 Gennaio del 1994. Fin da piccolo, in famiglia, abbiamo avuto la passione per queste due cose, coltivandole attraverso gli eventi in televisione e dal vivo, tra il palazzetto e l'aria aperta degli autodromi.

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Vedere i più importanti eventi sportivi, attraverso la mia lente, il mio occhio e la mia mente sempre dando il meglio di me nelle mie capacità.

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